Il denaro è il motivatore universale? | Aziende Collaborative


alesantambrogio:

Non sempre il denaro è l’unico motivatore. Anche la forza degli ideali o valori come l’autonomia, la crescita professionale o l’impegno possono essere introdotti in azienda nella scala degli incentivi. Lo rivela uno studio dell’MIT raccontato da Alessandro Donadio nel suo blog Metaloghi Organizzativi.
Uno spunto interessante di riflessione perché impatta su una nuova visione dell’organizzazione del lavoro, meno dirigista e meno manipolatrice e più condivisa, aperta e co-creativa. La base dell’azienda collaborativa.

 

   Alessandro Santambrogio – Liquid

Originally posted on metaloghi organizzativi 2.0:

Uno dei crucci delle imprese mediamente più attive sul fronte HR è quello di trovare strumenti di motivazione capaci di generare engagementemployee continuo e duraturo.

I sistemi di premi sono fra questi: MBO (management by objectives), modelli articolatissimi di incentivo con algoritmi che metterebbero in crisi il miglior Gauss, una tantum, ecc…

Questi approcci, per come la vedo io, hanno una loro dimensione per carità. Ma va detto che come la benzina fa muovere l’auto finché il serbatoio è pieno, quando si è esaurita l’utilità reale del premio per la persona, la motivazione torna al punto zero.

Ulteriore effetto è quello di disarticolare continuamente il sistema organizzativo alla ricerca di quel talento individuale da premiare proprio per la sua capacità di “fare da solo e meglio degli altri“. (Tema discusso qui)

Inoltre queste forme di stimolazione non riescono proprio a funzionare su un…

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Aziende: come usare al meglio la nuova Fan Page di Facebook


Nel post precedente abbiamo visto le principali novità della nuova Fan Page di Facebook. Ma come possono le nuove caratteristiche aiutare la comunicazione delle PMI? Ecco qualche indicazione:

1) Non sottovalutate l’importanza delle immagini

Se pensate che cercare belle immagini da caricare su Facebook sia un’inutile perdita tempo pensate che i post con foto o video ricevono più del doppio delle visite rispetto a quelli di solo testo. Facebook oggi offre la possibilità di valorizzare le vostre immagini, i vostri prodotti, i video aziendali, quelli dei vostri eventi e altro ancora. Non perdete questa opportunità e create immagini o video che siano in grado di catturare l’attenzione.

2) Scegliete una copertina che vi rappresenti

E’ il vostro biglietto da visita. L’ideale è avere una rotazione di immagini da cambiare periodicamente per garantire sempre freschezza di contenuti. Cosa caricare? Qui sono vincenti immagini ispirazionali e creative, in grado di catturare l’attenzione. Se avete una campagna pubblicitaria questo è il posto giusto per farla vedere. Se non avete nulla di tutto questo, cercate di raccontare l’azienda (per esempio una bella immagine dell’edificio) o i vostri prodotti (per esempio una foto della gamma). Oppure chiedete ai vostri consumatori di generare contenuti attraverso concorsi.

Cosa non si può caricare? Secondo le regole di Facebook è vietato caricare informazioni di contattoprezzi o informazioni su dove acquistare, richiami a promozioni o altre informazioni commerciali.

3) Celebrate i Traguardi della vostra azienda e condivideteli

Lanciate un nuovo prodotto? Entrate in un nuovo mercato? Raggiungete un nuovo fatturato record? Esce la vostra nuova collezione? Lanciate un progetto di CSR? Sono tutti momenti importanti della vita aziendale che adesso possono essere evidenziati nella nuova timeline. In questo modo i vostri visitatori potranno vedere agevolmente l’evoluzione della vostra azienda e i traguardi che, man mano, raggiunge. E ricordatevi che i Traguardi hanno maggiore evidenza se sono accompagnati da una foto o da un video. Ma soprattutto, i traguardi saranno maggiormente apprezzati dai visitatori se anche loro se ne sentono parte: parlate di loro e non di voi. Usate questa funzione per raccontare la vostra storia e quella della vostra azienda. Umanizzatela, non parlate di prodotti, ma delle persone che creano e che usano i vostri prodotti. Lasciate che i vostri dipendenti e consumatori entrino a far parte di questa storia raccontando i traguardi che raggiungere insieme a loro.

4) Evidenziate le notizie che interessano ai vostri visitatori

La nuova timeline su due colonne è più caotica della precedente e, nell’alternanza dei post, qualcuno potrebbe sfuggire. Usate la funzione Notizia in Evidenza per portare i post più importanti a tutta larghezza di pagina.

Potete usarla anche se non avete Rihanna? Certo. Ma anche in questo caso potete vedere come il contenuto visivo abbia un forte impatto. Quindi usate questa funzione per parlare del vostro ultimo evento e caricare il video, per annunciare la nuova campagna pubblicitaria e farla vedere in anteprima, per svelare il nuovo prodotto e raccogliere pareri, per l’anteprima della nuova home page del sito, per rivelare che avete vinto un prestigioso premio facendo vedere il momento in cui lo ricevete, per far provare una nuova ricetta o per spiegare perché, con la nuova vendemmia, questa annata del vostro vino sarà spettacolare. Scrivete e costruite questi post – che saranno quelli che, per dimensione e per contenuti iconografici, focalizzeranno maggiormente l’attenzione dei vostri visitatori – cercando di pensare non a quello che a interessa comunicare a voi, ma a quello che i consumatori hanno bisogno di ascoltare. Se con questi post riuscirete a intercettare l’interesse dei visitatori avrete più possibilità di trasformarli in vostri clienti. L’enorme potenzialità di questa funzione è di costruire veri e propri spazi pubblicitari all’interno della vostra timeline.

Se poi volete che una notizia resti in evidenza più a lungo dello spazio di un aggiornamento di pagina, ricordatevi della funzione “Mostra sempre in alto“. Questa funzione è utilissima, per esempio, per far apparire al primo posto, fino a sette giorni, l’annuncio di una promozione, il lancio di un concorso, l’apertura di un punto vendita. Non importa quanti post caricherete nel frattempo. Quello prescelto sarà sempre in cima al flusso. Cercate quindi di tenere vivo e sfruttare al massimo questo spazio, pubblicando qualcosa di nuovo ogni sette giorni.

5) Curate la vostra barra delle applicazioni

Sto parlando di quello spazio appena sotto alla copertina sul lato destro. La prima icona è fissa e collega direttamente allo spazio delle foto. Ma gli altri spazi possono essere personalizzati e possono rendere l’esperienza di navigazione della nuova Fan Page simile a quella di un sito garantendo accesso alle informazioni più rilevanti. Come?

Diesel, per esempio, ha dedicato un bottone a Fit Your Attitude, che collega direttamente alla Tab Page con la descrizione di questo stile. Subito a fianco il bottone che collega alla pagina degli eventi seguito da quello con i video dell’ultima collezione. Se è vero che nn potete più scegliere la Tab Page su cui fare atterrare i visitatori, adesso potete trasformare la pagina del Diario in una vera e propria Home Page per accedere al mondo della vostra azienda. Il tutto in modo dinamico in quanto i bottoni delle App possono essere cambiati a seconda delle vostre priorità. Per esempio, oltre a mostrare in cima il post relativo a un vostro concorso potete inserire come App la Nota che colega alla pagina in cui raccontate come partecipare.

La nuova Fan Page di Facebook offre migliori opportunità di comunicazione alle aziende? Direi di sì, ma pone anche una nuova sfida: per essere realmente efficace, la gestione della Fan Page deve diventare professionale. Occorre ideare i contenuti da caricare, pianificarne la pubblicazione, individuare immagini e video di impatto, gestire e aggiornare le Applicazioni, selezionare ed evidenziare i contenuti prioritari. Il vantaggio è che diviene un luogo molto più adatto per lo storytelling, per coinvolgere i visitatori raccontando la storia della propria azienda, dei prodotti e le storie di chi, dipendente, collaboratore o consumatore) contribuisce al successo creando o utilizzando i prodotti.

La Fan Page diventa, in sostanza, molto più editoriale e, per questo, in grado di fornire ancora di più un vantaggio competitivo a chi saprà farne uso in modo corretto.

Alessandro Santambrogio – Liquid

Facebook e la nuova Fan Page per aziende: le novità … e un difetto


I Social Network stanno privilegiando sempre più i contenuti visuali. Pinterest ne è, al momento, l’espressione massima, seguito da Instagram, Slideshare e Google+. Facebook quindi non poteva stare a guardare e la timeline che da qualche giorno è stata estesa a tutte le pagine aziendali ne è un chiaro esempio.

Facebook ci ha abituato a cambiamenti frequenti e ogni volta serve un po’ di tempo per riallineare abitudini. Questo cambiamento è però più profondo di quelli precedenti ma offre anche possibilità in più per la comunicazione aziendale. Vediamo come.

Partiamo dalle novità:

La Copertina: senza dubbio il segnale più visibile della virata visuale di facebook. Questo spazio di 851×315 pixel diventa la vetrina principale dell’azienda.

Foto del Profilo: questa non cambia rispetto a prima, eccetto che ora si trova riquadrata nel bordo inferiore della copertina. Per riempire questi 180×180 pixel il logo può essere una buona opzione, ma anche l’ultimo prodotto o il ritratto dell’imprenditore o del professionista. Ricordatevi però che la foto del profilo deve risultare leggibile anche quando viene utilizzata come miniatura (32×32 pixel) nei post. La novità è che la foto del profilo può diventare parte integrante dell’immagine di copertina, come in questo caso la stella della Mercedes.

Le Pietre Miliari o Traguardi: sono una delle novità più interessanti della nuova Fan Page e permettono di segnalare fatti importanti nella vita dell’azienda come il lancio di un nuovo prodotto, un’acquisizione, l’apertura di nuovi mercati. I Traguardi vengono creati dall’amministratore della pagina e vengono evidenziati attraverso un’immagine di 843×403 pixel, molto visibile quindi all’interno della timeline. Come vi si accede? dalla casella dello status cliccando sul bottone Traguardo e completando le informazioni contenute.

Notizie in Evidenza: anche questa è una importante novità perché permette di alterare il flusso dei messaggi. Passando sopra un messaggio è possibile fare del post una Notizia in Evidenza – ovvero viene pubblicato a tutta larghezza nella pagina aziché su una sola colonna – oppure, cliccando sull’icona della penna (Modifica), selezionare l’opzione “Mostra sempre in alto“. Per un tempo massimo di sette giorni il post, contrassegnato da un nastro, comparirà sempre come primo post della timeline, indipendentemente da quanti post più recenti siano stati caricati. In questo modo notizie rilevanti possono avere una vita maggiore di quanto possibile finora.

Priorità e App: sotto alla copertina, una stringa di icone permette di accedere direttamente alle informazioni che si desidera evidenziare. Il primo posto è sempre occupato dall’immagine relativa alle foto, ma le icone successive possono essere personalizzate. Questa caratteristica compensa in parte la perdita della possibilità di scegliere la pagina di arrivo di Facebook per i visitatori (pagina di benvenuto, bacheca, o altro).

Per esempio qui si possono evidenziare Eventi e Note, anche se con la nuova pagina FB è un po’ più difficile trovarle: nel Pannello di Amministrazione selezionate Gestisci e poi Modifica Pagina. Nella colonna a sinistra trovate Applicazioni e qui dentro Eventi, Note e molto altro. E’ però possibile anche caricare Applicazioni sviluppate ad hoc.

Messaggi personali: L’amministratore può abilitare la possibilità, da parte dei visitatori, di inviargli messaggi personali, permettendo così di instaurare conversazioni private con i propri utenti. E’ una caratteristica particolarmente utile qualora si voglia discutere argomenti sensibili (per esempio reclami) che non si vuole abbiano troppo risalto sulla Pagina Pubblica.

La nuova Fan Page presenta però, a mio avviso, un grosso difetto in termini di comunicazione, ovvero la netta separazione tra i contenuti prodotti dall’azienda (il Diario) e quelli prodotti dai Fan, che vengono riassunti nella finestra “Post di altri utenti” nella colonna di destra dei post. Questo limita fortemente la visibilità di conversazioni avviate fra l’azienda e i suoi utenti così come la visibilità di eventuali contenuti generati dai fan. In questo modo la nuova Fan page rischia di ridursi a una sorta di newsletter, interattiva sì, grazie allo spazio per i commenti, ma prevalentemente monodirezionale.

Come usare tutte le nuove funzionalità per potenziare la comunicazione della vostra azienda? La risposta nel prossimo post.

Alessandro SantambrogioLiquid


Requiem per il brief


 Qualche giorno fa stavo guardando alla TV uno di quei programmi in cui ripercorrono stili di vita e oggetti che, sebbene di pochi anni fa, sembrano preistorici.

Mentre scorrevano le immagini dei gettoni telefonici, dei mini assegni, dei fax una strana sensazione faceva capolino nella mia testa. Mancava qualcosa all’elenco … ma cosa?

E così, rimuginando fra me e me la trasmissione finiva, ma la sensazione restava. Qualcosa era sfuggito agli autori. Poi, mentre lo spazzolino volava tra l’incisivo e il molare, l’illuminazione. Ecco cosa mancava all’elenco! il BRIEF!

Ve lo ricordate? Più o meno nella stessa era geologica dei gettoni il brief arrivava – solo a voi perché le gare ancora non erano così abusate – in una bella busta bianca A4. Un po’ perché non si poteva piegare da tanto era spesso e un po’ per mantenere quell’alone di ieraticità che una normale busta commerciale non può avere.

Quando lo si apriva era un plico consistente. Un tripudio di colori e di grafici. Ma soprattutto di informazioni. C’era il profilo dell’azienda, la piramide del posizionamento, lo scenario della concorrenza, la descrizione del prodotto, i vantaggi competitivi, la strategia aziendale, gli obiettivi, le aree no go … insomma, tutto quella che serviva per impostare qualcosa di coerente e sensato. O almeno per potersi dare degli imbecilli a ragion veduta se non ci si riusciva.

Poi i brief hanno iniziato lentamente a smagrirsi. Dapprima le piramidi sono diventate solo un patrimonio egizio (a proposito, ne ho rivista una poche settimane fa, dopo anni. Non ci potevo credere), poi lo scenario della concorrenza è impallidito fino a svanire, strategia aziendale e obiettivi sono diventati optional, le caratteristiche del prodotto, almeno quelle, sono rimaste. E così, senza quasi accorgercene siamo entrati nell’Era dell’Autobrief.

Il brief era ormai così smagrito che spesso era ridotto a una sola pagina … a spaziatura doppia e corpo 18, giusto per aiutare gli account ipovedenti. Un po’ di informazioni erano lì dentro. Qualcun’altra si riusciva a ottenerla dall’azienda. Ma, per lo più, si doveva scatenare il quizzone: Indovina il Brief. Così i buchi venivano riempiti con desk research. Oppure i più fortunati avevano una ricerca sullo stesso settore. Si chiedeva consiglio. Per lo più ci si sedeva attorno a un tavolo, ci si guardava in faccia e si cercava di fare qualche previsione o ipotesi non troppo strampalata.

In questa fortunata era, quattro, cinque, a volte anche dieci agenzie erano chiamate a ragionare e a formulare progetti su quel pezzetto di carta. E le aziende potevano così disporre di quattro, cinque, dieci risposte. Già … ma qual era la domanda?

Poi, all’improvviso, il brief è morto. Forse perché ormai indebolito e privo di sostanza, ci ha lasciati. La notizia è arrivata in una calda mattinata estiva, via mail e non più in una monumentale busta A4.

Il foglio (non posso chiamarlo brief e tra poco capirete perché) con cui il cliente forniva le informazioni sulla gara recitava – testualmente – così: “… Potremmo riportare altre informazioni  ma in realtà crediamo che il modo migliore per capire chi è il committente sia quello di raccogliere informazioni e fare un sondaggio, nel mercato di riferimento e non solo, ottenendo così anche elementi rilevanti su come viene percepita (…) . Si tratta di informazioni utilissime per questo progetto …”

Quindi fare la ricerca di mercato (anche al mercato a questo punto), comprendere la percezione e stabilire, su queste basi, che tipo di obiettivi deve porsi il cliente e che progetto sviluppare per raggiungere questi obiettivi entrano tutti a far parte dello stesso pacchetto.

Il Brief è ufficialmente morto, estinto, kaputt … Benvenuti nell’era NO Brief (decisamente anche No Party perrché mi sembra ci sia ben poco da stare allegri). Ma le gare continuano a godere di ottima salute. Per forza, sono rimaste l’unica cosa gratuita a cui le aziende possono accedere sul mercato. Roba che se lo sapesse Monti si inventerebbe l’ICI sulle gare.

Però, come spesso accade con i cari estinti, proprio adesso che non c’è più, ci rendiamo conto che, in fondo, era bello avere il brief. Certo, richiedeva tempo per essere preparato adeguatamente, ma restituiva anche tantissimo:

- era un momento importante di riflessione e di confronto interno all’azienda perché obbligava a pensare e a condividere molte informazioni per essere completato

- serviva a fare il punto della situazione e fissava in modo chiaro le linee guida, almeno dell’anno successivo

- forniva all’agenzia (o alle agenzie) un quadro completo della situazione sulla base del quale impostare la strategia, e non solo la tattica, del progetto

- forniva un benchmark condiviso e oggettivo sulla base del quale confrontare le proposte risultato della gara (già, perché se la domanda non è chiara come valuto le risposte?)

Ohimé, inutile piangere sul toner versato. Ora il brief è estinto!

Ma forse …. non tutto è perduto. Pare che nelle foreste della Siberia sia stata avvistata l’ultima coppia di brief, magrissima, ma scampata al massacro. E allora, se tutti si mobilitano per salvare la foca monaca o il mitilinus perniciosissimus, non possiamo lanciare una mobilitazione dei manager aziendali per salvare il brief?

Vi prego, trovate quella coppia di brief. Accoglieteli, nutriteli, fateli ingrassare. E poi fateli riprodurre e regalate i cuccioli ai vostri colleghi delle altre aziende perché anche loro possano provare la gioia  di allevare un brief sano, pasciuto, vivace, con il pelo decorato di piramidi, torte e istogrammi.

Sarete ripagati con l’affetto e la riconoscenza delle agenzie, con progetti migliori e più mirati, con minori perdite di tempo (vostre, del vostro team e di chi lavora sui vostri brief). E probabilmente anche dai risultati.

P.S. la gara del No Brief non è stata assegnata. Sorprendente!

Alessandro Santambrogio – Liquid

Le aziende italiane non credono nel Digital


Almeno questa è l’impressione che si ricava guardando la ricerca effettuata dall’Università di Udine.

Certo, il 97% delle aziende intervistate ha il sito e il 60% è su Facebook e YouTube ma solo il 38% ha un account Twitter e il 35% un blog . Tutto bene, quindi? Il nostro sistema impresa è traghettato al 2.0?

 

Basta guardare alle risorse dedicate per capire che questo impegno, in realtà, è solo di facciata. Il 55% delle aziende intervistate dedica solo il 10% del budget di comunicazione al digital e un altro 25% una percentuale variabile tra il 10 e il 20%. Più sconfortante il quadro delle risorse umane con il 44% delle aziende che dedica meno di mezza persona alla gestione di questo canale e un altro 32% che oscilla tra 1 e 1,5.

Il motivo si trova nella chart che parla dell’organizzazione: per il 61% delle aziende intervistate il cambio del paradigma di comunicazione non ha portato ad alcun cambiamento a livello organizzativo.

Tutto questo segnala un grave ritardo culturale, che trova una veloce conferma se si fa un rapido giro della presenza delle aziende sui Social Network. Nella stragrande maggioranza dei casi i SN vengono utilizzati come semplice vetrina di prodotti: apro il profilo Facebook e ogni tanto carico la foto di un nuovo prodotto o presento un nuovo servizio. Facile, rapido e adeguato a un basso livello di risorse umane ed economiche impiegate.

Ma una presenza 2.0 non è fatta di comunicazione di prodotto. E’ fatta di coinvolgimento. E questo si crea solo sviluppando un terreno valoriale comune con i propri interlocutori e ingaggiandoli con contenuti di interesse. Per LORO, non tanto per l’azienda.

E’ sulla produzione e veicolazione di contenuti, quindi, che si vince o si perde la partita del Digital Marketing. E questo richiede risorse, umane ed economiche.

Ma soprattutto un cambio culturale che porti ad approcciare il web, e i consumatori attraverso di esso, secondo le sue regole e non sulla base di regole mutuate da altri media.

Come Google+ aiuta la vostra SEO


Seconda puntata dell’analisi di Google+ e di come può essere utilizzato per generare business, o almeno traffico, sui siti aziendali. Cominciamo con un video.

 

Un aspetto da non sottovalutare è la stretta connessione tra il Social Network e il motore di ricerca. Attraverso il monitoraggio diretto delle interazioni che avvengono su di esso, Google è in grado di avere una maggiore comprensione delle tendenze e, soprattutto, degli interessi che muovono le interazioni tra gli iscritti. Per esempio, discriminando tra il network di relazioni più stretto e quello invece più saltuario, Google può promuovere in modo più mirato la pubblicazione della pubblicità di un’azienda.

Inoltre è possibile individuare più facilmente i profili creati per operare spamming, oppure quelli generati per aumentare il numero di link verso il sito madre, spammare “+1″ e altre iniziative mirate a far aumentare la posizione del sito madre nel motore di ricerca. Questo si traduce in ricerche più affidabili.

Un altro aspetto che sta emergendo dalle ricerche è l’importanza del bottone “+1″ che appare nella pagina dei risultati a fianco del sito. Avere in evidenza il gradimento degli utenti è un forte stimolo a cliccare il sito evidenziato e permette di aumentare considerevolmente (anche di tre o quattro volte) il tasso di click through. Inoltre il numero di “+1″ che un sito riesce ad accumulare, ha un effetto diretto sul punteggio del sito (viene interpretato come buona qualità) e, quindi, sul ranking. Anche se non in modo così diretto, tutti i bottoni di social sharing hanno un influsso positivo sul sito perché stimolano condivisione, traffico e possono moltiplicare il numero di link esterni che puntano al vostro sito. Quindi, fatene un largo uso!

Infine Google ha aggiunto la funzione Direct Connect: inserendo “+” davanti al nome dell’azienda nella stringa di ricerca di Google gli utenti verranno direttamente indirizzati alla Pagina aziendale di Google+, evitando che chi sta cercando la vostra azienda possa essere distratto da altri risultati di ricerca. La funzione va attivata inserendo un codice html e, per il momento, l’attivazione della funzione non è automatica ma viene decisa da Google.

Nel prossimo post …. alcuni consigli su come ottimizzare la presenza su Google+