Scusate l’autoreferenzialità, ma questo post parla (brevemente) di me: a dieci mesi esatti dal primo post, Flow ha raggiunto il traguardo di 10.000 visite.
Grazie a tutti i lettori per il tempo e l’interesse dedicato a questo spazio.
Scusate l’autoreferenzialità, ma questo post parla (brevemente) di me: a dieci mesi esatti dal primo post, Flow ha raggiunto il traguardo di 10.000 visite.
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In questi giorni ho risposto ad alcune discussioni che avevo lanciato su Gruppi Linkedin riguardanti l’approccio alla comunicazione aziendale e di prodotto sui Social Network. Vorrei provare a sintetizzarle in questo post, portando anche due esempi concreti di comunicazione aziendale presi da recenti casi di successo.
1) I Social Network non servono a vendere prodotti: Un Like non è un atto di acquisto e nemmeno una promessa. Usare una pagina facebook (o un altro social network) come una versione del proprio catalogo significa usarlo come una pagina pubblicitaria o poco più. I Social Network sono luoghi di relazione più che mezzi di comunicazione.
2) I Social Network sono uno strumento di business: inteso nella sua accezione più ampia. Sono innanzitutto un potente strumento di branding, in grado di migliorare le reputazione di un’azienda. Possono essere ottimi strumenti per la gestione della relazione post vendita, per raccogliere commenti o suggerimenti, per costruire comunità di pratica più o meno estese per fare knowledge management, per gestire crisi aziendali in tempo reale …. e molto altro.
3) I Social Network servono a vendere meglio i propri prodotti: una contraddizione con il Punto 1? Solo apparente. I Social Network non servono a vendere direttamente prodotti. Ma, se utilizzati nel modo corretto, permettono di creare relazioni con i propri consumatori e potenziali clienti tali da potere costruire un vantaggio competitivo e, di conseguenza, aiutare l’azienda a emergere nella competizione.
Come riuscire in tutto questo? Permettetemi un’autocitazione con una slide presa dal corso sulla Progettazione della Comunicazione Integrata che tengo allo IULM di Milano. La base della relazione sui Social Network è la conversazione. E su cosa si basano le conversazioni?
Quando si incontrano, le persone non intavolano conversazioni su caratteristiche di prodotto o marchi, ma su interessi, esperienze, valori, contenuti.
Maggiore è la possibilità di partecipare e più viva è la conversazione. La stessa cosa va replicata sui Social Network.
Cosa serve per fare questo? servono storie che raccontino argomenti di interesse per gli interlocutori in modo da coinvolgerli e generare risposte.
E veniamo agli esempi promessi nell’introduzione Si tratta di due video che , in queste settimane, hanno avuto una enorme diffusione virale.
Ecco il primo, che si intitola From Love to Bingo
E’ la storia della vita in 873 immagini, rapidissime, frenetiche, emozionanti: dalla nascita di un amore alla vecchiaia trascorsa in una sala Bingo. Parla di prodotto? NO, parla della vita, di emozioni. Argomenti di fortissima identificazione perché tutti abbiamo provato, o proveremo, ciò di cui parla il video. Parla del prodotto? SI. perché chi l’ha realizzato è Getty Images, una banca immagini, ovvero vende fotografie a chi, agenzie o aziende, le utilizza per la propria comunicazione. Il video è interamente realizzato con immagini tratte dall’archivio. E quindi il prodotto è totalmente protagonista. Pur senza mai essere menzionato esplicitamente.
Il secondo, Coca Cola Security Cameras, vuole dare una prospettiva diversa al mondo visto dalle telecamere di sicurezza: non più furti, incidenti, scene di violenza ma …
Scene rubate dalla vita quotidiana: tenere, divertenti, eroiche, comunque cariche di ottimismo e positività. Parla di prodotto? NO. La marca appare solo nel finale, come firma. Parla del prodotto? SI. Perché il video incarna i valori che la marca vuole rappresentare: open happiness, aprite la strada alla felicità. Qui sono i valori di marca e di prodotto a essere protagonisti della storia e a creare un legame emotivo molto forte con chi guarda.
Contenuti di questo tipo, oltre alla viralizzazione, si prestano molto bene a costruire altre forme di interazione e a prolungare la comunicazione: stimolare contenuti generati dagli utenti, aggregarli in concorsi, richiedere storie personali e molto altro. Il tutto per creare una connessione più profonda con gli interlocutori. Senza cercare per forza di vendere un prodotto.
Pinterest cresce e diventa il fenomeno del web? Facebook prepara le contromisure. Dopo l’acquisto di Instagram ecco il nuovo passo nella strategia di facebook per diventare IL social network incontrastato: Pinview.
Per ora è solo un’app esterna, anche se lanciata con l’appoggio ufficiale di FB, ma permette di trasformare la modalità di visualizzazione del diario per renderla molto simile a quella resa popolare dal nuovo Social Media visuale. Giudicate voi.
Per ora non sono disponibili tutte le funzionalità di Pinterest, ma si tratta, indubbiamente, di una novità interessante. E possiamo scommettere che non passerà molto tempo perché l’emulazione sia completa. Soprattutto, la schermata “The Pinview” rimedia a quello che, a mio avviso, è una grande pecca del nuovo diario di facebook, ovvero la divisione tra i propri post e quelli degli amici. In Pinview tutto viene magicamente riconnesso.
Sorprende ancora una volta la rapidità di facebook nel far fronte alle nuove sfide. Erano bastati pochi giorni per replicare all’attacco di Google+ introducendo le videochat e i gruppi di amici, due delle caratteristiche sulle quali G+ contava per sparigliare le carte. Un paio di settimane fa, poi, è arrivato l’acquisto di Instagram, soprattutto per la potenza evolutiva della piattaforma. Oggi arriva Pinviewer, forse una delusione per i fondatori di Pinterest che, magari, puntavano a essere comprati.
L’obiettivo più o meno dichiarato? Arrivare alla quotazione in una posizione di leadership indiscussa, eliminando, o comprando, tutti quei fattori che potrebbero ridurre il valore. Ma l’obiettivo più a lungo termine è quello di diventare il re incontrastato, di più, l’imperatore assoluto dei Social Network. E l’unico modo è reagire alle sfide, capitalizzando sulle innovazioni prodotte da altri e integrando quelle che riscuotono il maggiore successo. Forte del fatto che più di 800 milioni di utenti che hanno ricostruito il proprio network amicale troveranno probabilmente più comodo vivere le esperienze all’interno di FB piuttosto che traslocare armi, bagagli e fan da qualche altra parte.
Sorprende di più l’immobilismo, o quasi, di Google, che ha solo lanciato un restyling di Google+. Al momento, nella guerra dei Social Network appare l’unico in grado di contrastare Facebook sia per la potenza economica, sia per la capacità di offrire una piattaforma integrata con i servizi Google, ma anche con la piattaforma di blogging e YouTube.
Ora per Facebook la vera sfida diventa un’altra: come integrare in modo coerente tutte le novità per creare una nuova esperienza?
Dimenticavo …. volete provare la nuova app di Facebook? cliccate qui.
Oggi questo blog, nato solo due settimane e mezzo fa, ha raggiunto un traguardo importante: quota 1.000 visite (e spero anche letture).
Francamente non mi aspettavo di raggiungere un simile traguardo in così poco tempo.
Grazie quindi a chi ha cominciato a seguirmi, a chi ha commentato, a chi è tornato a leggere altri articoli trovandoli, spero, interessanti.
Mi auguro che questo blog possa diventare un punto di incontro e di discussione non solo tra noi comunicatori, ma anche con quelli che una orrenda terminologia americana chiama marketers, ovvero chi si occupa di marketing e comunicazione in azienda.
Perché un dialogo fecondo deve avere almeno due punti di vista.