I Social Network sono maturi. E le aziende? | Aziende Collaborative


Sono passati otto anni dalla nascita di facebook, ma solo cinque da quando, nel 2007, iniziò la rapida ascesa che lo ha portato a doppiare il traguardo del miliardo di utenti iscritti.

In questi cinque anni il panorama dei Social Media si è sviluppato e lo strumento è ormai entrato in una fase di maturità. Attorno ai tre pilastri principali – facebook, twitter e linkedin - il settore è in continuo movimento, con nuove nascite come Pinterest, fenomeni in rapida espansione come Instagram, network che stentano ad attecchire come Google+, aree in rapido sviluppo come la geolocalizzazione. Pur in tutto questo dinamismo, l’utilità dei Social Network come strumento di relazione tra aziende e consumatori si è ormai affermata così come il ruolo di ogni Social all’interno dei diversi momenti della relazione tra consumatori e brand e prodotti.

E’ ormai assodato come il percorso dei consumatori verso l’acquisto inizi in molti casi in rete ed è ormai assodata l’importanza delle conversazioni tra consumatori che si sviluppano in rete nell’influenzarne le scelte. Eppure in media è solo l’1% del budget che viene dedicato alla gestione dei Social Media, segno evidente che il potenziale che possono esprimere – 1.300 miliardi di dollari di creazione di valore secondo McKinsey, verso l’esterno ma anche verso l’interno dell’azienda – non è ancora stato pienamente colto.

Dove risiede questo potenziale? I Social Network sono l’unico media che può interagire con il consumatore lungo tutta la filiera del processo di acquisto – dalla raccolta di informazioni fino al post-vendita – e può essere utilizzato da tutte le divisioni aziendali – dal commerciale alla produzione, dal customer care alla ricerca e sviluppo passando ovviamente per il marketing – per raccogliere preziose informazioni o influenzare i comportamenti di acquisto. Non solo per comunicare verso l’esterno, ma anche per agevolare processi organizzativi verso l’interno. Questa flessibilità e pervasività del mezzo ha però bisogno di un’analoga flessibilità e pervasività della consapevolezza del suo utilizzo nelle organizzazioni che necessita del superamento delle mentalità di silos organizzativi e budget verticali.

Questo porta direttamente a tre punti cruciali nell’utilizzo dei Social Media: identificare dove e con che obiettivi interagire con il consumatore, come misurare il ritorno e come coinvolgere in modo corretto tutte le divisioni aziendali. Attività complesse e articolate come “Nel Mulino che Vorrei” di Barilla, sviluppate con l’interazione tra Branded Community e Applicazioni Facebook e sostenute da attività di comunicazione Above e Below the Line impattano sicuramente sulla comunicazione ma hanno riflessi positivi sulla Ricerca & Sviluppo di prodotti – più di 1.600 idee e proposte raccolte – o per migliorare la comprensione dei gusti dei propri consumatori. Sarebbe quindi riduttivo valutarle e misurarle solo come attività di comunicazione.

Lo schema sottostante riassume il percorso di decisione del consumatore e lo incrocia con le attività tipiche dei Social Network mostrando le attività che possono generare valore e i settori aziendali che ne possono trarre beneficio.

E’ quindi evidente che il Marketing funziona da trait d’union su tutte le attività in quanto la funzione operativa del Digital Marketing ricade nel suo ambito di responsabilità. Ma è altrettanto evidente come debba avere anche la funzione di aggregazione e distribuzione dei contenuti dall’interno verso l’esterno e viceversa.

L’attività di Ascolto – attraverso il monitoraggio delle conversazioni sui Social Network, sui blog di consumatori e, in generale, sulla rete permette di raccogliere informazioni che sono di interesse non solo per il marketing, ma anche per il commerciale (per esempio come vengono commentate le differenze prestazioni / prezzo rispetto ai prodotti della concorrenza) o per la Ricerca & Sviluppo (attraverso i commenti su caratteristiche attese o miglioramenti di prodotto), alla Logistica (raccolta di informazioni su aree in cui manca il prodotto) o alla Produzione (affinamento delle previsioni).

L’attività di Risposta comprende la gestione di eventuali crisi – che possono insorgere lungo tutto il percorso di acquisto e di utilizzo da parte del cliente – da effettuare con il coinvolgimento delle aree aziendali in grado di fornire tempestivamente le risposte più adeguate. Ma è altrettanto importante fornire informazioni precise e obiettive durante i momenti decisionali pre-vendita o essere pronti a ringraziare utenti che esprimono pubblicamente l’apprezzamento per il brand o il prodotto oppure a rispondere a critiche. In queste attività sono soprattutto il Marketing e il Commerciale a essere in prima linea, ma anche le altre divisioni possono essere coinvolte in misura differente.

L’attività di Coinvolgimento è quella più corale in quanto è rivolta alla costruzione di una relazione duratura – anche attraverso la creazione di Community – che devono però avere obiettivi più ampi e articolati che il semplice commento alle foto di un catalogo.

Il Coinvolgimento deve quindi avere come obiettivo la Conversione, ovvero la modifica di credenze e abitudini di acquisto per orientarle verso il proprio brand. L’avvio di processi di co-creazione, per esempio, ha un impatto su tutta la filiera aziendale dato che può spaziare dalla proposta di nuovi prodotti (Marketing e Ricerca & Sviluppo), al miglioramento  di quelli attuali (Produzione, Ricerca & Sviluppo, Marketing, Commerciale), a suggerimenti per potenziare il servizio al cliente (Commerciale, Post Vendita) e così via.

Alcune aziende, come Dainese, per esempio coinvolgono attivamente i propri consumatori nel Beta Testing dei nuovi prodotti, facendoli sentire parte dell’azienda e inglobando i suggerimenti “dal campo” nel prodotto finito. Questa attività ha ripercussioni sul Marketing (creazione della community, fidelizzazione, rafforzamento dell’atteggiamento positivo, creazione di brand ambassador) ma anche sulla Ricerca&Sviluppo (raccolta di suggerimenti) e sul Commerciale (test sulla sensibilità al prezzo), sulla Produzione (il livello di accettazione consente di prevedere meglio le quantità).

Il content management ha un ruolo cruciale nelle attività di Coinvolgimento e Conversione. Lo streaming in diretta del lancio di Felix Baumgartner, culmine del Red Bull Stratos Project, è stato seguito da più di 8 milioni di persone (probabilmente avrebbero potuto essere molti di più se il traffico non avesse congestionato i server di YouTube).  Si stanno anche diffondendo meccanismi originali di viralizzazione. Alcuni contenuti sono messi a disposizione per il download con la meccanica pay with a tweet, che prevede lo scambio tra il contenuto scaricato e un tweet che pubblicizza il contenuto ai propri follower, innescando una catena virtuosa di condivisione.

Progettare la presenza Social e, con una visione più ampia, Digital dell’azienda su queste basi permette quindi di rispondere ai tre punti cruciali:

- dove e con che obiettivi interagire con il consumatore: i touch point cambiano a seconda della fase del processo di acquisto e di esperienza del prodotto. Questo rende possibile identificare obiettivi differenziati, di interesse per le diverse divisioni aziendali.

- come coinvolgere le diverse divisioni aziendali: appare evidente come, se al marketing spetta il compito della regia e del coordinamento, la progettazione e la gestione dei risultati debba diventare un momento corale, condiviso con tutte le unità aziendali. La gestione del Digital diviene quindi un fatto collaborativo (in pieno spirito Social) da operare attraverso una Task Force Multidivisionale.

- la misurazione del ritorno: è lo scoglio su cui si infrangono molte campagne Digital e il motivo per il quale viene dedicato solo l’1% dell’investimento. Passare da una gestione centralizzata del Marketing (con i budget del Marketing) a una gestione multidivisionale (con budget multidivisionali) permette di superare questa difficoltà. Il successo o l’insuccesso dell’attività Social non dovrà più essere misurato solo sul numero di Fan, di Share o di Like, ma potrà poggiare su indicatori di business più solidi e concreti (numero di nuovi progetti sviluppati, riduzione degli errori e scarti di produzione, riduzione dell’insoddisfazione dei clienti e così via).

Qualche esempio?

Gatorade si è posta come obiettivo quello di diventare la più grande marca partecipativa al mondo. Per questo motivo ha creato una struttura all’interno della divisione marketing che monitora in tempo reale tutto quanto avviene sui media digitali riguardo al brand. Il feedback viene distribuito all’interno delle divisioni aziendali e utilizzato quotidianamente per migliorare i prodotti o l’interazione.

Per il lancio americano della nuova Fiesta, Ford selezionò 100 influencer sui Social Media – persone con un vasto seguito legate al tema del viaggio o dell’automobile – e le affidò “missioni” che dovevano completare utilizzando la vettura e documentare con video caricati su YouTube. La campagna, denominata Fiesta Movement, ha generato 6,5 milioni di visioni, 50.000 richieste di informazioni e 10.000 vendite nella prima settimana. Su concetti simili si basano anche operazioni come Check-in Architecture, sviluppata per Mini nel 2008, o il lancio del rasoio Gillette Fusion, in era pre-Social.

Qual è la chiave per il successo? Il punto cruciale da risolvere è il coinvolgimento della proprietà aziendale o dell’Amministratore Delegato e del primo livello di management. Senza una comprensione e una condivisione al massimo livello degli obiettivi, dei benefici e delle meccaniche che sottendono la presenza in rete di un’azienda è impossibile costruire una Task Force che operi in modo coordinato ed efficace.

Alessandro Santambrogio - Liquid

Social Media Control Centre: la soluzione per la gestione integrata dei Social Media


La gestione efficace dei Social Media per la comunicazione aziendale è diventata un elemento cruciale di successo per il lancio di prodotti, gestione di eventi o di crisi aziendali e, più in generale, per la comunicazione di brand.

Social Media Control Centre è uno strumento- sviluppato da Liquid in collaborazione con Afterpixel –  per gestire, con un’unica cabina di regia, i contenuti e l’interazione tra aziende e i propri interlocutori attraverso i principali Social Network.

Il Social Media Control Centre si occupa quindi sia della fase cruciale della definizione degli obiettivi, insieme al cliente, sia della Content Strategy, ovvero la gestione e la creazione di contenuti per veicolare i messaggi aziendali, sia della relazione con gli interlocutori  ottimizzando i linguaggi a seconda del canale, distribuendo i contenuti nel modo più appropriato a seconda degli obiettivi e mantenendo un’interazione proattiva.

Non solo: attraverso l’SMCC è possibile collegare e valorizzare sui Social Media tutti gli aspetti della comunicazione aziendale online (come per esempio contenuti del blog aziendale, dei forum e altro) e offline (eventi, presentazioni di prodotto, novità, ecc.)

L’SMCC offre la possibilità di:

- Monitorare la reputazione e le attività della concorrenza                     - Creare / distribuire contenuti       - Gestire la relazione con i propri interlocutori                                           - Intervenire tempestivamente in caso di commenti negativi o di crisi    - Raccogliere  feedback sviluppando l’ascolto

COME FUNZIONA

E’ una vera e propria cabina di regia centralizzata e integrata:

- a monte con le attività di comunicazione dell’azienda, online e offline

- a valle con le community di riferimento di stakeholder, consumatori, fornitori, ecc

E’ quindi possibile collegarla efficacemente agli altri strumenti di comunicazione aziendali quali il corporate blog, il sito di prodotto o le attività di comunicazione offline creando un unico flusso di informazioni e di interazioni. Mantiene quindi sotto controllo l’intera attività aziendale sui Social Network e più in generale sul web.

Il Social Media Control Centre affianca le aziende nell’interazione operando su tre fronti:

Monitoraggio: non solo la rilevazione del sentiment ma anche la valutazione di eventuali risposte a commenti negativi ma, soprattutto, positivi.

Creazione e diffusione di contenuti: il punto chiave per la creazione di relazioni e conversazioni in rete viene affrontato sia amplificando i contenuti già disponibili dell’azienda sia creandone di nuovi a supporto delle attività.

Interazione proattiva: monitorare l’attività che si genera e rilanciarla proattivamente per mantenere viva la conversazione.

Il Social Media Control Centre può contare su 6 specialisti che curano diverse aree:

- Monitoraggio e analisi

- Blogger, stakeholder e web relation

- Creazione e ricerca di contenuti

- Gestione dell’interazione sui Social Media

- Reporting

Vengono monitorati 5 parametri fondamentali:

Portata: il numero di utenti direttamente coinvolti sui diversi Social Media;

Amplificazione: le interazioni di secondo livello come le condivisioni, i retweet, le menzioni;

Influenza: attraverso il punteggio Klout;

Atteggiamento: valutando il contesto, la polarità, il tono e il contenuto dei commenti;

Attività: bilanciando all’occorrenza i contenuti generati dal Centro con quelli della Community per evitare la sovraesposizione;

Altri parametri possono essere aggiunti su richiesta del cliente (es. conversioni all’acquisto nel caso di siti e-commerce).

I PUNTI DI FORZA

Integrazione: non solo tra i Social Media ma tra tutta la comunicazione aziendale e il web, attraverso un rapporto molto stretto con i responsabili della comunicazione del cliente che consente di ottimizzare e utilizzare anche i contenuti che un’azienda produce in modo naturale e quasi inavvertitamente.

Capacità di fornire indicazioni in tempo reale sull’andamento della campagna.

Totale misurabilità dei risultati ottenuti e, di conseguenza, del ritorno sull’investimento.

Per scarica la presentazione clicca qui o sul logo:

Alessandro Santambrogio - Liquid

Pinview: la risposta di Facebook a Pinterest


Pinterest cresce e diventa il fenomeno del web? Facebook prepara le contromisure. Dopo l’acquisto di Instagram ecco il nuovo passo nella strategia di facebook per diventare IL social network incontrastato: Pinview.

Per ora è solo un’app esterna, anche se lanciata con l’appoggio ufficiale di FB, ma permette di trasformare la modalità di visualizzazione del diario per renderla molto simile a quella resa popolare dal nuovo Social Media visuale. Giudicate voi.

Per ora non sono disponibili tutte le funzionalità di Pinterest, ma si tratta, indubbiamente, di una novità interessante. E possiamo scommettere che non passerà molto tempo perché l’emulazione sia completa. Soprattutto, la schermata “The Pinview” rimedia a quello che, a mio avviso, è una grande pecca del nuovo diario di facebook, ovvero la divisione tra i propri post e quelli degli amici. In Pinview tutto viene magicamente riconnesso.

Sorprende ancora una volta la rapidità di facebook nel far fronte alle nuove sfide. Erano bastati pochi giorni per replicare all’attacco di Google+ introducendo le videochat e i gruppi di amici, due delle caratteristiche sulle quali G+ contava per sparigliare le carte. Un paio di settimane fa, poi, è arrivato l’acquisto di Instagram, soprattutto per la potenza evolutiva della piattaforma. Oggi arriva Pinviewer, forse una delusione per i fondatori di Pinterest che, magari, puntavano a essere comprati.

L’obiettivo più o meno dichiarato? Arrivare alla quotazione in una posizione di leadership indiscussa, eliminando, o comprando, tutti quei fattori che potrebbero ridurre il valore. Ma l’obiettivo più a lungo termine è quello di diventare il re incontrastato, di più, l’imperatore assoluto dei Social Network. E l’unico modo è reagire alle sfide, capitalizzando sulle innovazioni prodotte da altri e integrando quelle che riscuotono il maggiore successo. Forte del fatto che più di 800 milioni di utenti che hanno ricostruito il proprio network amicale troveranno probabilmente più comodo vivere le esperienze all’interno di FB piuttosto che traslocare armi, bagagli e fan da qualche altra parte.

Sorprende di più l’immobilismo, o quasi, di Google, che ha solo lanciato un restyling di Google+. Al momento, nella guerra dei Social Network appare l’unico in grado di contrastare Facebook sia per la potenza economica, sia per la capacità di offrire una piattaforma integrata con i servizi Google, ma anche con la piattaforma di blogging e YouTube.

Ora per Facebook la vera sfida diventa un’altra: come integrare in modo coerente tutte le novità per creare una nuova esperienza?

Dimenticavo …. volete provare la nuova app di Facebook? cliccate qui.

Alessandro Santambrogio - Liquid

Aziende: come usare al meglio la nuova Fan Page di Facebook


Nel post precedente abbiamo visto le principali novità della nuova Fan Page di Facebook. Ma come possono le nuove caratteristiche aiutare la comunicazione delle PMI? Ecco qualche indicazione:

1) Non sottovalutate l’importanza delle immagini

Se pensate che cercare belle immagini da caricare su Facebook sia un’inutile perdita tempo pensate che i post con foto o video ricevono più del doppio delle visite rispetto a quelli di solo testo. Facebook oggi offre la possibilità di valorizzare le vostre immagini, i vostri prodotti, i video aziendali, quelli dei vostri eventi e altro ancora. Non perdete questa opportunità e create immagini o video che siano in grado di catturare l’attenzione.

2) Scegliete una copertina che vi rappresenti

E’ il vostro biglietto da visita. L’ideale è avere una rotazione di immagini da cambiare periodicamente per garantire sempre freschezza di contenuti. Cosa caricare? Qui sono vincenti immagini ispirazionali e creative, in grado di catturare l’attenzione. Se avete una campagna pubblicitaria questo è il posto giusto per farla vedere. Se non avete nulla di tutto questo, cercate di raccontare l’azienda (per esempio una bella immagine dell’edificio) o i vostri prodotti (per esempio una foto della gamma). Oppure chiedete ai vostri consumatori di generare contenuti attraverso concorsi.

Cosa non si può caricare? Secondo le regole di Facebook è vietato caricare informazioni di contattoprezzi o informazioni su dove acquistare, richiami a promozioni o altre informazioni commerciali.

3) Celebrate i Traguardi della vostra azienda e condivideteli

Lanciate un nuovo prodotto? Entrate in un nuovo mercato? Raggiungete un nuovo fatturato record? Esce la vostra nuova collezione? Lanciate un progetto di CSR? Sono tutti momenti importanti della vita aziendale che adesso possono essere evidenziati nella nuova timeline. In questo modo i vostri visitatori potranno vedere agevolmente l’evoluzione della vostra azienda e i traguardi che, man mano, raggiunge. E ricordatevi che i Traguardi hanno maggiore evidenza se sono accompagnati da una foto o da un video. Ma soprattutto, i traguardi saranno maggiormente apprezzati dai visitatori se anche loro se ne sentono parte: parlate di loro e non di voi. Usate questa funzione per raccontare la vostra storia e quella della vostra azienda. Umanizzatela, non parlate di prodotti, ma delle persone che creano e che usano i vostri prodotti. Lasciate che i vostri dipendenti e consumatori entrino a far parte di questa storia raccontando i traguardi che raggiungere insieme a loro.

4) Evidenziate le notizie che interessano ai vostri visitatori

La nuova timeline su due colonne è più caotica della precedente e, nell’alternanza dei post, qualcuno potrebbe sfuggire. Usate la funzione Notizia in Evidenza per portare i post più importanti a tutta larghezza di pagina.

Potete usarla anche se non avete Rihanna? Certo. Ma anche in questo caso potete vedere come il contenuto visivo abbia un forte impatto. Quindi usate questa funzione per parlare del vostro ultimo evento e caricare il video, per annunciare la nuova campagna pubblicitaria e farla vedere in anteprima, per svelare il nuovo prodotto e raccogliere pareri, per l’anteprima della nuova home page del sito, per rivelare che avete vinto un prestigioso premio facendo vedere il momento in cui lo ricevete, per far provare una nuova ricetta o per spiegare perché, con la nuova vendemmia, questa annata del vostro vino sarà spettacolare. Scrivete e costruite questi post – che saranno quelli che, per dimensione e per contenuti iconografici, focalizzeranno maggiormente l’attenzione dei vostri visitatori - cercando di pensare non a quello che a interessa comunicare a voi, ma a quello che i consumatori hanno bisogno di ascoltare. Se con questi post riuscirete a intercettare l’interesse dei visitatori avrete più possibilità di trasformarli in vostri clienti. L’enorme potenzialità di questa funzione è di costruire veri e propri spazi pubblicitari all’interno della vostra timeline.

Se poi volete che una notizia resti in evidenza più a lungo dello spazio di un aggiornamento di pagina, ricordatevi della funzione “Mostra sempre in alto“. Questa funzione è utilissima, per esempio, per far apparire al primo posto, fino a sette giorni, l’annuncio di una promozione, il lancio di un concorso, l’apertura di un punto vendita. Non importa quanti post caricherete nel frattempo. Quello prescelto sarà sempre in cima al flusso. Cercate quindi di tenere vivo e sfruttare al massimo questo spazio, pubblicando qualcosa di nuovo ogni sette giorni.

5) Curate la vostra barra delle applicazioni

Sto parlando di quello spazio appena sotto alla copertina sul lato destro. La prima icona è fissa e collega direttamente allo spazio delle foto. Ma gli altri spazi possono essere personalizzati e possono rendere l’esperienza di navigazione della nuova Fan Page simile a quella di un sito garantendo accesso alle informazioni più rilevanti. Come?

Diesel, per esempio, ha dedicato un bottone a Fit Your Attitude, che collega direttamente alla Tab Page con la descrizione di questo stile. Subito a fianco il bottone che collega alla pagina degli eventi seguito da quello con i video dell’ultima collezione. Se è vero che nn potete più scegliere la Tab Page su cui fare atterrare i visitatori, adesso potete trasformare la pagina del Diario in una vera e propria Home Page per accedere al mondo della vostra azienda. Il tutto in modo dinamico in quanto i bottoni delle App possono essere cambiati a seconda delle vostre priorità. Per esempio, oltre a mostrare in cima il post relativo a un vostro concorso potete inserire come App la Nota che colega alla pagina in cui raccontate come partecipare.

La nuova Fan Page di Facebook offre migliori opportunità di comunicazione alle aziende? Direi di sì, ma pone anche una nuova sfida: per essere realmente efficace, la gestione della Fan Page deve diventare professionale. Occorre ideare i contenuti da caricare, pianificarne la pubblicazione, individuare immagini e video di impatto, gestire e aggiornare le Applicazioni, selezionare ed evidenziare i contenuti prioritari. Il vantaggio è che diviene un luogo molto più adatto per lo storytelling, per coinvolgere i visitatori raccontando la storia della propria azienda, dei prodotti e le storie di chi, dipendente, collaboratore o consumatore) contribuisce al successo creando o utilizzando i prodotti.

La Fan Page diventa, in sostanza, molto più editoriale e, per questo, in grado di fornire ancora di più un vantaggio competitivo a chi saprà farne uso in modo corretto.

Alessandro Santambrogio - Liquid

Social Network: la risposta di Google?


Neanche il tempo di lasciare posare la notizia dell’acquisizione di Instagram da parte di facebook e Google risponde con un restyling di Google+, il suo social network.

Niente di sconvolgente, in realtà, ma la rivisitazione grafica offre una decisa sterzata verso una maggiore presenza di immagini e video. Vi ricorda qualcosa?

In realtà l’impostazione del nuovo Google+ appare un mashup di cose già viste su altri Social Network. A quando una vera risposta? O Google+ resterà un follower?

Intanto ecco le novità in questo video

Alessandro Santambrogio - Liquid

Lettera aperta alla Fondazione Opera di Roma


Egr. Dr. De Martino,

le scrivo in qualità della sua carica di Sovrintendente della Fondazione Opera di Roma in relazione al bando relativo alla progettazione della nuova campagna di comunicazione.

Vorrei iniziare dagli aspetti positivi, ovvero dal fatto che, in linea con le esigenze attuali, il bando si riferisca a una campagna di comunicazione integrata che prevede il ricorso a un’ampia serie di discipline e strumenti. Inoltre il fatto che sia una gara aperta anche a livello internazionale può sicuramente aiutare a portare in Italia esperienze di comunicazione del settore Cultura diverse da quelle abitualmente applicate nel nostro Paese.

Confesso che, per questi motivi, avevo molte aspettative quando mi sono accinto alla lettura del bando. L’entusiasmo di partenza per un progetto così importante, si è rapidamente smorzato quando mi sono accorto che, al suo interno, non c’era alcuna informazione sugli obiettivi della Fondazione, sul target di riferimento, sui programmi del Teatro, sullo storico della comunicazione intrapresa, sui vincoli di budget e così via. Insomma, manca totalmente un brief che fornisca tutte le informazioni necessarie a progettare una campagna coerente ed efficace di comunicazione integrata in cui tutte le parti devono seguire un medesimo filo conduttore.

Senza queste basi come è possibile costruire un progetto che risponda alle reali esigenze della Fondazione che, detto per inciso, solo voi potete analizzare, stabilire e indicare? Quale speranza fondata esiste che le diverse parti del progetto si incastrino magicamente per costituire un unicum – quale deve essere la comunicazione integrata – anziché restare uno spezzatino?

Di cosa parlo? Provo a spiegarmi con una metafora. Se la Fondazione avesse scritto nello stesso modo il bando per l’acquisto di una nuova vettura di servizio, sarebbe suonato più o meno così:

“La Fondazione indice un concorso per l’acquisto di una nuova vettura: i costruttori di motori, scocche, componentistica meccanica, sellerie, strumentazione, ecc. sono invitati a sottoporre le loro proposte secondo le seguenti specifiche:

Scocca: dopo uno studio dell’attività della Fondazione il costruttore deve definire l’utilizzo che Fondazione intende fare della vettura, la sua capienza, il numero di posti e proporre una scocca idonea a soddisfare i requisiti

Motore: dopo avere definito l’evoluzione futura dei sistemi di propulsione per autovetture, definite le esigenze della Fondazione in termini di percorrenza annua della vettura, identificate  l’alimentazione più corretta in base alle esigenze identificate, proponete la cilindrata del motore

Strumentazione: dopo avere definito le esigenze e le modalità di utilizzo della vettura, identificate la strumentazione necessaria e proponete anche aspetti evolutivi in chiave dei possibili sviluppi tecnologici

Sospensioni: dopo avere analizzato lo stato delle strade romane e italiane e tenendo conto dell’evoluzione futura della pavimentazione in conseguenza delle prossime elezioni amministrative in numerosi comuni, proponete la soluzione più adeguata”

e così via ….

Non avendo espresso a monte obiettivi ed esigenze della Fondazione relativi alla vettura necessaria, tutti i partecipanti invieranno la risposta al bando sulla base di pure ipotesi speculative, totalmente scollegate dalle effettive, reali esigenze, rispondendo sulla base della propria esperienza e visione di cosa debba avere una vettura.

Supponiamo , poi, di superare in scioltezza il primo scoglio, ovvero la valutazione delle proposte pervenute: mancando l’indicazione delle esigenze e degli obiettivi, manca anche la base oggettiva per discriminare in relazione alla maggiore o minore attinenza dei progetti. Passiamo quindi oltre e vediamo che auto potrebbe uscire.

La scocca prescelta è quella della Nuova Panda, perché è italiana, è simpatica, è understatement. Poiché si preferisce un auto briosa, la scelta del motore cade su un bel 12 cilindri BMW Turbo Diesel. Certo, appesantisce un po’ l’avantreno ma, dato che per ottemperare alle esigenze di austerity e taglio dei bilanci, verrà alimentato a GPL, magari col peso del serbatoio posteriore si bilancia un po’. Le portiere sono quelle della Mini, molto carine. Certo, sono solo due ma il problema non è poi così grave. Infatti, dato che in auto bisogna stare comodi, sono stati scelti i sedili della Q5, che dietro sporgono un po’ dalla scocca, quindi le porte posteriori non si sarebbero potute chiudere comunque. Per i pneumatici abbiamo deciso di approfittare di un’offerta di fine serie (si sa, anche il budget ha le sue esigenze ..) scegliendo quelli montati dal Cherokee. Si, sono un po’ grandi ma danno più stabilità. E poi con un paio di colpi ben assestati ai passaruota si riescono a fare entrare. Avremmo poi voluto un tetto vetrato, ma nelle proposte pervenute, nessuno ne ha fatto menzione, quindi non verrà installato. In ogni caso stiamo andando verso la bella stagione …

Lei comprerebbe una vettura realizzata in questo modo? Se la sua risposta è negativa mi chiedo allora: perché vuole farlo per la Comunicazione?

La ringrazio per l’attenzione e le invio i miei più cordiali saluti e auguri per la realizzazione della nuova campagna

Alessandro Santambrogio

Arriva Pinterest. Se ne sentiva la mancanza?


Da un paio di mesi il mondo del web è in fibrillazione per l’esplosione di Pinterest, l’ultima moda in fatto di Social Media. Cos’è Pinterest?  Ricordate i vecchi pannelli di sughero su cui si appuntavano le foto con le puntine colorate? Ecco, pensate a una versione elettronica e avrete Pinterest.

Il successo di questo nuovo Social Network è nella sua rapida crescita (12 milioni di utenti nel mondo) e nel grande interesse che ha suscitato in grandi aziende che, a dire il vero, va oltre la reale portata attuale nei singoli territori. Nel frattempo Google+ supera i 150 milioni di utenti a inizio anno, ancora ben lontano dagli 800 milioni di Facebook ma, con il ritmo di 900.000 nuovi iscritti a settimana, sembra essere solo una questione di tempo, nonostante Facebook abbia reagito tempestivamente all’attacco.

La guerra dei numeri è fondamentale perché il valore di un Social Media è direttamente proporzionale soprattutto al numero di iscritti. Lo sa bene Zuckerberg che si prepara a passare all’incasso quotando in Borsa la sua creatura.

Ma in questa guerra continua che ruolo abbiamo noi utenti? O meglio, qual è il livello di sopportazione di presenza sui Social Network? In sostanza: si sentiva il bisogno di Google+, Pinterest e di tutti gli altri Social Media che arriveranno nel futuro?

Una prima risposta arriva proprio da Google+. Nonostante i suoi numeri siano in crescita, pare – ma non ci sono ovviamente cifre ufficiali rilasciate da Mountain View – che il numero di utenti effettivamente attivi sia considerevolmente più basso. Si sussurra anche del 60%. In sostanza ci si iscrive un po’ per curiosità, un po’ per rispondere agli inviti ma poi si resta fedeli ai SN più “antichi”.

Siamo quasi vicini al punto di non ritorno? Alla saturazione da SN? Beh, se devo guardare me stesso e il mio gruppo di amici direi di si: Facebook, Linkedin, Twitter e Foursquare …. il tempo di aggiungere anche Google+ o Pinterest manca, anche se, lo confesso, ho fatto il compitino e aperto i miei account.

Quindi perché questa frenesia per ogni nuovo Social Network che apre? Proviamo a fare un passo indietro e a chiederci a cosa servono i SN? Se la risposta è “a stare in contatto con le persone che mi interessano e a conoscerne di nuove” probabilmente i giochi ormai sono fatti. Facebook collega già la gran parte della popolazione mondiale attiva su un computer e ogni altro nuovo SN conterrà quasi sicuramente utenti già presenti anche su FB. Certo, ogni Social Network ha la propria peculiarità, il proprio linguaggio, un parco di fan agguerritissimi. Pinterest fa cose diverse da Facebook o da Flickr, Twitter permette di seguire persone che probabilmente non sarebbero mai tue amiche su Facebook e così via.

Diverso invece il discorso se l’approccio al Social Media è più ludico. Arriva il nuovo giocattolo sociale, lo provo, coinvolgo i miei amici e poi, magari, dopo un po’ mi stanco. Questo mondo inizia ad avere vittime eccellenti. Il futuro di MySpace, un tempo principe dei Social Network creativi, sarà forse quello di diventare un grande talent show, oppure un modo di socializzare i consumi televisivi, unica arma per arrestarne, forse, il declino. Anche sul numero di utenti attivi su facebook, nel senso di reali visitatori del sito, si inizia a dibattere in vista della IPO. Insomma, anche i Social Network appaiono soggetti alle mode, a improvvise fiammate di innamoramento e ad altrettanto rapidi disamoramenti. Second Life docet.

C’è un altro aspetto da non sottovalutare, ovvero la convergenza tra i Social Media. Oggi con un singolo click è possibile postare contemporaneamente la stessa informazione su (quasi) tutti i Social Network a cui si è iscritti. Linkedin integra Twitter e Facebook, Foursquare. I tweet possono essere automaticamente condivisi su Facebook e viceversa. Contenuti e linguaggi si stanno quindi uniformando con il risultato che l’identità specifica di un Social Network, legata alle modalità di comunicazione si stempera e si perde. La naturale pigrizia umana tende a squagliare i contenuti in una marmellata omogenea distribuita su tutti i canali disponibili. Ma anche ad aumentare il sovraccarico di informazioni.

La tendenza alla convergenza sembra ormai consolidata, tanto che ai singoli bottoni legati a ogni Social Network si affianca ormai quello della condivisione multipla. E credo che a tutti noi stia capitando sempre più di ricevere aggiornamenti di stato identici su più canali, soprattutto ora che la mobilità moltiplica le occasioni.

Dove ci porterà tutto questo? Solo cinque anni fa giravamo con un cellulare, un navigatore, un palmare, un riproduttore di musica. La convergenza delle tecnologie ha permesso di concentrare tutto questo in un unico terminale. La guerra dei Social Network sarà decisa dalla pigrizia umana – o dalla voglia di fare altro rispetto ad aggiornare status – e arriveremo a un unico Super Social Network che conterrà tutte le funzioni? E sarà una perdita o una maggiore comodità? La storia della tecnologia insegna che non è sempre la soluzione migliore a imporsi: il VHS ha vinto sul Betmax grazie soprattutto alle dimensioni e al costo minori; tutti noi abbiamo la nostra scorta di mp3 che, qualitativamente, è forse peggio delle vecchie cassette C90. Succederà lo stesso anche per i Social Network?

La storia è appena iniziata. Chissà se andrà a finire così …

Alessandro Santambrogio - Liquid

La paranoia uccide le conversazioni. Ma la mancanza di conversazioni uccide le aziende ! Aziende collaborative


Sembra scritto oggi, anzi domani, tenendo conto di quante aziende debbano ancora comprendere come e perché sia importante costruire una relazione con i propri clienti. Ma anche con i propri dipendenti.

E invece era il 1999 quando un piccolo drappello di comunicatori – Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger – redasse il Cluetrain Manifesto,  composto da 95 tesi sulla falsariga del manifesto di Martin Lutero che diede avvio alla Riforma, destinato a diventare uno dei documenti fondanti del web.

Già … sono passati tredici anni da quel manifesto, scritto agli albori dell’era internettiana, ma così visionario da essere ancora oggi attuale, anzi, ancora visionario e, forse, futuribile, magari più di quei romanzi di Philip K. Dick che, più o meno, si sono però avverati.

Ma cosa diceva nel 1999 di così visionario questo manifesto? Innanzitutto si apriva con una dichiarazione: “I mercati interconnessi in rete cominciano a organizzarsi da soli molto più rapidamente delle aziende che tradizionalmente li rifornivano. Grazie al web i mercati diventano più informati, più intelligenti e più esigenti rispetto alle qualità che, invece, mancano alla maggior parte delle aziende”.

E poi, via con le tesi.

Tesi 2: I mercati sono fatti di esseri umani, non di settori demografici

Tesi 7: Gli hyperlink sovvertono la gerarchia

Tesi 12: Non ci sono segreti. I mercati in rete conoscono i prodotti meglio delle stesse aziende. E se una cosa è buona o cattiva, lo dicono comunque a tutti.

Tesi 14: Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni. Quando parlano al loro pubblico online, la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana.

Profezie, queste, che si sono avverate. Oggi nel marketing trionfa l’individuo (anche se non tutte le aziende hanno compreso esattamente cosa voglia dire) e i Social Network hanno ampiamente superato in credibilità la comunicazione aziendale ufficiale, che spesso continua a parlare con una voce vuota e piatta.

Ma oltre alle profezie ci sono anche giudizi graffianti sull’atteggiamento delle aziende:

Tesi 21: Le aziende dovrebbero rilassarsi e prendersi meno sul serio. Hanno bisogno di trovare un po’ di senso dell’umorismo.

Tesi 23: Le aziende che cercano di “posizionarsi” devono prendere una posizione. Idealmente, su qualcosa che interessi davvero il loro mercato.

o visioni profetiche sui nuovi rapporti di forza tra consumatori e aziende:

Tesi 30: La fedeltà a una marca è la versione aziendale della coppia fedele, ma la rottura è inevitabile ed è in arrivo. Poiché sono in rete, i mercati intelligenti sono in grado di rinegoziare la relazione con enorme rapidità.

e l’anticipazione del ruolo sociale delle aziende:

Tesi 34: Per parlare con voce umana, le aziende devono condividere i problemi della propria comunità.

Tesi 35: Ma prima, devono appartenere a una comunità.

Dove il Manifesto sembra essere più lontano dal raggiungimento degli obiettivi è dove le tesi lanciano uno sguardo all’interno delle organizzazioni:

Tesi 42: Come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro l’azienda – e non proprio di regole e regolamenti, direttive aziendali, obiettivi di profitto.

Tesi 45: Le intranet emanano noia. Le migliori sono quelle costruite dal basso da individui convinti e motivati che cooperano per costruire qualcosa di molto più valido: una conversazione aziendale in rete.

Tesi 50: Oggi, l’organigramma è fatto di connessioni, non di gerarchie. Il rispetto per la conoscenza reale vince su quello per l’autorità astratta.

E se oggi il contrasto fra le modalità di gestione tra la comunicazione esterna e interna da parte della maggior parte delle aziende diventa sempre più stridente e la leadership si svuota del proprio ruolo, è proprio la capacità delle aziende a guardarsi dentro e ad adattarsi ai nuovi scenari che appare in tutta la sua sconvolgente lentezza e anacronismo. Nella sua incapacità di tessere conversazioni anziché connettere per creare storie.

Nel 1999 il Manifesto anticipava anche tutto il fenomeno della co-generazione e del crowdsourcing, che avrebbe iniziato a diventare realtà solo un decennio dopo:

Tesi 64: Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, né dei vostri siti Internet sovraccarichi di bella grafica ma senza alcuna sostanza.

Tesi 76: Abbiamo qualche idea anche per voi: alcuni nuovi strumenti, alcuni nuovi servizi. Roba che pagheremmo volentieri. Avete un minuto?

L’ultima parte è molto centrata su quello che, in un altro post, ho chiamato “Essere Comunicazione”:

Tesi 83: Vogliamo che prendiate sul serio 50 milioni di noi almeno quanto prendete sul serio un solo reporter del Wall Street Journal.

Tesi 85: Quando abbiamo delle domande, ci cerchiamo l’un l’altro per le risposte. Se non esercitaste un tale controllo sulle “vostre persone”, potrebbero essere anche loro tra le persone a cui ci rivolgiamo.

Tesi 86: Quando non siamo occupati a fare il vostro “mercato target”, molti di noi sono le vostre persone. Preferiamo chiacchierare online con gli amici che guardare l’orologio. Questo farebbe conoscere il vostro nome molto di più del vostro sito internet da un milione di dollari. Ma siete voi a dirci che è la Divisione Marketing che deve parlare al mercato.

La chiusura delle tesi è quasi profetica in merito alla convergenza tra comunicazione esterna e interna;

Tesi 93: Siamo dentro e fuori le aziende. I confini delle nostre conversazioni oggi sembrano il Muro di Berlino, ma in realtà sono solo una seccatura. Sappiamo che stanno crollando. Lavoreremo da entrambe i lati per abbatterli.

Tesi 95: Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.

Sono passati tredici anni dalla nascita del Manifesto. Il tempo per il mercato si è mosso alla velocità del web. Ma per molte aziende ha continuato a muoversi con la velocità delle lancette. Alcune di loro, anche grandi e potenti, si sono estinte o sono sull’orlo del baratro. Per altre c’è ancora tempo. A patto che sappiano leggere ciò che arriva dal passato per capire il futuro.

Alessandro SantambrogioLiquid

Cosa ha in serbo il marketing per il 2012?


 MarketingProfs, sito statunitense di notizie sul marketing, ha recentemente pubblicato le 12 previsioni per il 2012 (accessibile previa iscrizione gratuita).

Quali cambiamenti dobbiamo attenderci? Ecco alcuni dei più rilevanti e, soprattutto, qualche suggerimento su come coglierli.

1) Marketing Automation 2.0: i sistemi di CRM si stanno rapidamente evolvendo per includere anche i Social Media e monitorare KPI quali le ricerche online, le conversioni e altro.

Cosa significa? per sfruttare adeguatamente le potenzialità offerte le aziende devono approfondire  la propria cultura digitale e definire le azioni e le metriche più adeguate alla propria situazione e obiettivi.

2) Clienti e dipendenti e collaboratori diventeranno sempre più parte integrante del marketing: lo sviluppo dei Social Media rende sempre più importanti le opinioni di clienti e dipendenti. Trasformarli in ambassador del proprio brand diventerà sempre più importante per le aziende.

Cosa significa? Le aziende devono sviluppare una maggiore attenzione alla costruzione e al mantenimento delle relazioni verso l’interno e l’esterno dedicando adeguate risorse, area sulla quale le aziende italiane mostrano un forte ritardo.

3) La Social Personalization (SoPo) aumenterà sensibilmente: il meccanismo del Like e dei +1 diventerà sempre più parte integrante della profilazione dei consumatori durante la loro attività sul web per selezionare e presentare i contenuti a cui sono presumibilmente più interessati. Anche le esperienze di e-commerce su facebook store o negozi collegati verranno sempre più influenzate dalle preferenze espresse dal proprio network di amici.

Cosa significa? Raccogliere e profilare i visitatori delle proprie pagine diventerà sempre più importante per offrire esperienze personalizzate e mirate, aumentando le probabilità di conversione.

4) Forte Crescita del Location Based Marketing: i trend delle applicazioni mostrano fortissime tendenze di crescita, così come l’utilizzo da parte degli utenti. Inoltre l’utilizzo di informazioni legate alla mobilità (viaggio, shopping, ecc.) si sta spostando in prevalenza su applicazioni mobile.

Cosa significa? Cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie richiede una maggiore integrazione tra le aree retail, commerciale e marketing. Il location based marketing offre la possibilità di fare agire i consumatori in tempo reale e questo porta a un’accelerazione dei processi decisionali aziendali e alla capacità di monitorare strettamente quello che la concorrenza mette in atto. Qui un caso concreto di location based marketing.

5) La filosofia Low Cost continuerà a crescere: la situazione economica e la contrazione del potere di acquisto dei consumatori, insieme alla diffusione delle tecnologie mobile e all’utilizzo di Internet, renderà sempre più rilevante la quota di fatturato generata dalle offerte e dalle promozioni. I big player del settore come Groupon o Groupalia, insieme ad altri operatori di nicchia stanno crescendo più del previsto grazie a una maggiore ricettività dei consumatori.

Cosa significa? questo canale di vendita assumerà un’importanza crescente  nel mix delle aziende. Può essere utilizzato virtualmente da ogni settore merceologico, modulando accuratamente le offerte Se il mass market potrà giocare sulla scontistica, il lusso potrà offrire servizi esclusivi a valore aggiunto (es. personal shopper, accesso a sfilate, ecc.). Qui uno studio su questa tendenza.

6) Influenza crescente dei Social Network su SEO e SERP: la quota pubblicitaria dei Social Network è in crescita anche se più lentamente rispetto alle potenzialità. Tuttavia la crescita del display su questi canali così come l’avvio del monitoraggio di interazioni da parte dei motori di ricerca sta rapidamente aumentando l’importanza dei Social Network come referral per le visite ai siti aziendali.

Cosa significa? Una corretta Social Media Strategy influenzerà sempre più il ranking del sito aziendale (e dei prodotti) all’interno delle ricerche sul web.

7) Il ritorno sul’investimento: la quota crescente di investimenti e risorse allocate al Social Media Marketing renderà sempre più pressante la richiesta di strumenti e metriche per misurare il Ritorno sull’Investimento

Cosa significa? Sempre più le aziende che intendono investire su questo canale dovranno richiedere alle proprie agenzie di definire metriche e strumenti di misurazione. Già oggi sul mercato iniziano a essere disponibili e, con un anno in più di sperimentazione, nel 2012 dovrebbero iniziare a diventare più affidabili e affinati

8 ) I team virtuali diventeranno sempre più diffusi: Le nuove tecnologie stanno anche fortemente modificando le abitudini lavorative, anche sulla spinta della crisi economica e la necessità di ridurre costi. Videoconferenze e altri sistemi di condivisione hanno permesso di ridurre la necessità di spostamenti per riunioni. Le tecnologie cloud o la creazione di blog e wiki aziendali rendono poi possibile la condivisione di documenti, il monitoraggio del flusso di processo e così via.

Cosa significa? Le tecnologie 2.0 permettono, e a volte richiedono – nel bene e nel male – di essere always on, senza limitazioni di spazio e orario. Un cambio radicale della cultura del lavoro.

Che 2012 ci aspetta? la velocità dei cambiamenti nel marketing e nella comunicazione non accennerà a diminuire. Anzi, l’ingresso di nuove tecnologie come il Location Based Marketing, porterà nuove variabili al marketing mix, rendendo ancora più complessa l’equazione.

Cambiare i paradigmi culturali e adeguare l’organizzazione aziendale diventerà sempre più importante per mantenere un vantaggio competitivo.

Alessandro Santambrogio - Liquid

Buon Natale, anche in realtà aumentata


E’ una delle attività più popolari di Macy’s, il Department Store di New York: la casella postale in cui imbucare le lettere a Babbo Natale. Presente da anni, questa promozione attira sempre bambini e, ovviamente, le famiglie ed è supportata da una comunicazione dedicata.

Quest’anno c’è un tocco di magia in più: scaricando l’app Android o iPhone i bambini possono entrare nel mondo di Virginie, la mascotte, e farsi fotografare insieme a lei in una magica atmosfera natalizia.

Un esempio di utilizzo delle nuove tecnologie (in questo caso la realtà aumentata) per incrementare il traffico verso il punto vendita e, soprattutto, lasciare ai consumatori un ricordo duraturo attraverso le foto: gli utenti entrano così, letteralmente, nel mondo della marca e ne vengono fortemente coinvolti con un’attività emozionale.

L’attività è poi il fulcro di una campagna di comunicazione integrata di advertising, virali e social media marketing.

Google+: solo una copia di Facebook?


Oh, no! Un altro Social Network! Già sembra che la proliferazione non accenni a diminuire.

E così, dopo il profilo Facebook e quello Linkedin e, magari, il canale Flickr o quello YouTube, Google ci propone il suo Social Network. Ma serve davvero? E che differenze ci sono con gli altri Social Network? E, soprattutto, può essere utilizzato per generare business?

Qualche numero: Google+ è stato lanciato a giugno 2011 e in pochi mesi ha già superato 40 milioni di iscritti nel mondo. Certo, ancora poco rispetto agli 800 milioni di profili Facebook ma già una realtà rispetto ai 120 milioni di Linkedin. Considerando il trend di crescita, sembrerebbe quindi che Google+ abbia superato il primo esame.

Ma quali sono le caratteristiche principali di Google+?

Innanzitutto le cerchie (o circle). Al contrario di Facebook o Linkedin,  in cui tutti i nostri contatti sono ammassati in un unico gruppo, Google+ consente di replicare i meccanismi della vita reale, in cui amici e conoscenti sono spesso raggruppati per interessi o cerchie: gli amici del calcetto, i colleghi di lavoro, i vicini della casa in montagna, e così via. In questo modo è possibile modulare i messaggi, e il tono, a seconda della tipologia del gruppo. In più, un individuo può appartenere a più cerchie: un collega di lavoro può anche essere un compagno di squadra di calcetto. Esattamente come nella vita reale.

Una caratteristica distintiva di Google+ e per ora unica nel panorama dei Social Network, è la videochat, o hangout, che consente di interagire con i propri amici quasi come dal vivo e in tempo reale.

Ma Google+ è utilizzabile anche per sviluppare business. E’ infatti possibile creare  pagine aziendali, che possono poi interagire con i propri clienti o i prospect su livelli differenti. Ed è possibile utilizzare la videochat anche per finalità professionali. Pensate alla presentazione di un nuovo prodotto alla cerchia dei vostri clienti o prospect, oppure alla presentazione del nuovo listino prezzi alla cerchia dei vostri venditori sul territorio.

Le potenzialità, già da questa prima versione, sembrano quindi essere estremamente interessanti.

E la privacy? Croce e delizia di tutti i Social Network, Google+ sembra avere preso molto sul serio questo aspetto. Innanzitutto vengono nettamente separati i profili commerciali (Pages) da quelli personali (Profiles). Le Pagine non possono aggiungere persone alle proprie cerchie se prima la pagina non è stata aggiunta nel profilo. Inoltre, se un utente smette di seguire una pagina, la pagina lo cancella automaticamente dai follower, non inviando quindi più notifiche. Inoltre le Pagine hanno il bottone +1 (equivalente al Like di Facebook), ma le pagine non possono fare +1 ad altre pagine o contenuti sul web (riducendo le possibilità di spamming).

Ultima considerazione: creare una pagina su Google+ aiuta a migliorare il posizionamento su Google. E vi sembra poco?

Ma di questo parleremo nel prossimo post.

E voi? vi siete già iscritti a Google+? Cosa ne pensate?

Si parte!


Inizia oggi il blog di Liquid Communication, società di consulenza di Marketing e Comunicazione che ha come obiettivo lo sviluppo di progetti di marketing e comunicazione integrata finalizzati al miglioramento del business aziendale.

In questo blog segnalerò le novità e le notizie non solo di Liquid, ma, soprattutto, del mercato: idee, case history, tecnologie che possono essere utilizzate dalle aziende per migliorare la propria presenza sul mercato.

Questo è anche un luogo aperto di discussione per confrontare esperienze e case history e trovare soluzioni alle necessità di business.

Buona lettura e buone novità a tutti

Alessandro Santambrogio

Alessandro Santambrogio è il fondatore di Liquid, società di consulenza di Marketing e Comunicazione