Da un paio di mesi il mondo del web è in fibrillazione per l’esplosione di Pinterest, l’ultima moda in fatto di Social Media. Cos’è Pinterest? Ricordate i vecchi pannelli di sughero su cui si appuntavano le foto con le puntine colorate? Ecco, pensate a una versione elettronica e avrete Pinterest.
Il successo di questo nuovo Social Network è nella sua rapida crescita (12 milioni di utenti nel mondo) e nel grande interesse che ha suscitato in grandi aziende che, a dire il vero, va oltre la reale portata attuale nei singoli territori. Nel frattempo Google+ supera i 150 milioni di utenti a inizio anno, ancora ben lontano dagli 800 milioni di Facebook ma, con il ritmo di 900.000 nuovi iscritti a settimana, sembra essere solo una questione di tempo, nonostante Facebook abbia reagito tempestivamente all’attacco.
La guerra dei numeri è fondamentale perché il valore di un Social Media è direttamente proporzionale soprattutto al numero di iscritti. Lo sa bene Zuckerberg che si prepara a passare all’incasso quotando in Borsa la sua creatura.
Ma in questa guerra continua che ruolo abbiamo noi utenti? O meglio, qual è il livello di sopportazione di presenza sui Social Network? In sostanza: si sentiva il bisogno di Google+, Pinterest e di tutti gli altri Social Media che arriveranno nel futuro?
Una prima risposta arriva proprio da Google+. Nonostante i suoi numeri siano in crescita, pare – ma non ci sono ovviamente cifre ufficiali rilasciate da Mountain View – che il numero di utenti effettivamente attivi sia considerevolmente più basso. Si sussurra anche del 60%. In sostanza ci si iscrive un po’ per curiosità, un po’ per rispondere agli inviti ma poi si resta fedeli ai SN più “antichi”.
Siamo quasi vicini al punto di non ritorno? Alla saturazione da SN? Beh, se devo guardare me stesso e il mio gruppo di amici direi di si: Facebook, Linkedin, Twitter e Foursquare …. il tempo di aggiungere anche Google+ o Pinterest manca, anche se, lo confesso, ho fatto il compitino e aperto i miei account.
Quindi perché questa frenesia per ogni nuovo Social Network che apre? Proviamo a fare un passo indietro e a chiederci a cosa servono i SN? Se la risposta è “a stare in contatto con le persone che mi interessano e a conoscerne di nuove” probabilmente i giochi ormai sono fatti. Facebook collega già la gran parte della popolazione mondiale attiva su un computer e ogni altro nuovo SN conterrà quasi sicuramente utenti già presenti anche su FB. Certo, ogni Social Network ha la propria peculiarità, il proprio linguaggio, un parco di fan agguerritissimi. Pinterest fa cose diverse da Facebook o da Flickr, Twitter permette di seguire persone che probabilmente non sarebbero mai tue amiche su Facebook e così via.
Diverso invece il discorso se l’approccio al Social Media è più ludico. Arriva il nuovo giocattolo sociale, lo provo, coinvolgo i miei amici e poi, magari, dopo un po’ mi stanco. Questo mondo inizia ad avere vittime eccellenti. Il futuro di MySpace, un tempo principe dei Social Network creativi, sarà forse quello di diventare un grande talent show, oppure un modo di socializzare i consumi televisivi, unica arma per arrestarne, forse, il declino. Anche sul numero di utenti attivi su facebook, nel senso di reali visitatori del sito, si inizia a dibattere in vista della IPO. Insomma, anche i Social Network appaiono soggetti alle mode, a improvvise fiammate di innamoramento e ad altrettanto rapidi disamoramenti. Second Life docet.
C’è un altro aspetto da non sottovalutare, ovvero la convergenza tra i Social Media. Oggi con un singolo click è possibile postare contemporaneamente la stessa informazione su (quasi) tutti i Social Network a cui si è iscritti. Linkedin integra Twitter e Facebook, Foursquare. I tweet possono essere automaticamente condivisi su Facebook e viceversa. Contenuti e linguaggi si stanno quindi uniformando con il risultato che l’identità specifica di un Social Network, legata alle modalità di comunicazione si stempera e si perde. La naturale pigrizia umana tende a squagliare i contenuti in una marmellata omogenea distribuita su tutti i canali disponibili. Ma anche ad aumentare il sovraccarico di informazioni.
La tendenza alla convergenza sembra ormai consolidata, tanto che ai singoli bottoni legati a ogni Social Network si affianca ormai quello della condivisione multipla. E credo che a tutti noi stia capitando sempre più di ricevere aggiornamenti di stato identici su più canali, soprattutto ora che la mobilità moltiplica le occasioni.
Dove ci porterà tutto questo? Solo cinque anni fa giravamo con un cellulare, un navigatore, un palmare, un riproduttore di musica. La convergenza delle tecnologie ha permesso di concentrare tutto questo in un unico terminale. La guerra dei Social Network sarà decisa dalla pigrizia umana – o dalla voglia di fare altro rispetto ad aggiornare status – e arriveremo a un unico Super Social Network che conterrà tutte le funzioni? E sarà una perdita o una maggiore comodità? La storia della tecnologia insegna che non è sempre la soluzione migliore a imporsi: il VHS ha vinto sul Betmax grazie soprattutto alle dimensioni e al costo minori; tutti noi abbiamo la nostra scorta di mp3 che, qualitativamente, è forse peggio delle vecchie cassette C90. Succederà lo stesso anche per i Social Network?
La storia è appena iniziata. Chissà se andrà a finire così …
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Se ne sentiva il bisogno di G+ o pininterest? una precisazione…
G+ è una risposta a FB. i due si vede che si sovrappongono e la tua domanda fin qua è legittima, mentre per Pininterest no. Questo sn cresce in modo organico, non c’è dietro un Google che lo sponsorizza. Se un sn funziona vuol dire che “se ne sentiva il bisogno” la risposta la puoi benissimo indirizzare al mercato che in questo caso risponde in modo affermativo alla domanda.
Se G+ sta seguendo Fb è sopratutto perchè ne è terrrorizzata. Fb ha spiazzato tutti e sta imponendo un nuovo sistema di marketing. Con fb ci puoi fare cose impensabili con Google. Ogni sn e quelli che nasceranno avranno successo solo se offriranno con qualcosa di nuovo.
Grazie per il commento. Sicuramente se Pinterest accumula iscritti risponde a un’esigenza. Solo il tempo potrà dire quanto questa esigenza sia reale (= consolidamento di una base utenti nel tempo) o frutto di una fiammata mediatica o di moda (= rapido passaggio nel dimenticatoio e utenti che pian piano non saranno più attivi).
Il destino di Pinterest però mi interessa relativamente. Quello su cui volevo focalizzarmi è la proliferazione dei SN che porta a una dispersione e frammentazione dell’utilizzo. Tenendo conto che il tempo di una persona normale che lavora (escludo quindi le patologie legate all’overdose di internet così come chi sui SN ci lavora) è definito si arriverà presto a fare scelte – se si vuole mantenere la specificità dei SN – oppure si arriverà a una marmellata in cui gli stessi contenuti saranno automaticamente duplicati sui diversi social.
La storia ci ha insegnato che l’uomo tende ad andare verso la convergenza, soprattutto nella tecnologia: è stato così per i telefonini o per programmi multitasking come Outlook, sta succedendo sugli schermi di casa (TV e PC). Succederà lo stesso anche sui SN? Ovvero arriveremo al mega FB con inclusi i canali Youtube, Pinterest, Flickr, Fousquare e quanto altro la creatività degli sviluppatori riuscirà a inventarsi?
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Buongiorno Davide,
Grazie per il commento: in effetti quello che hai descritto è quello che succede in gran parte delle campagne pubblicitarie
Perdere la specificità dei Social Network è un po’ frustrante soprattutto per chi, come il sottoscritto, lavora anche su campagne Digital segmentando target, argomenti e linguaggi a seconda del Social Network.
Quello che inizio a vedere, tuttavia, è che al proliferare dei SN, inizia a corrispondere una convergenza di strumenti che, dai cruscotti per la gestione simultanea di più social alla replica simultanea dello stesso contenuto su più canali, tendono a facilitare lo sharing. Il problema (o il vantaggio a seconda dei punti di vista) è che il messaggio diventa omogeneo, indistinto per canale.
La convergenza che ha interessato il cellulare in termini di funzioni, interessa ormai anche i media, con quotidiani, TG e contenuti di altro tipo che sono ormai fruibili via web (mobile o meno) creando un metamedia. Anche in questo caso i linguaggi si stanno uniformando e anche arricchendo, con i quotidiani che possono avere anche video e audio.
Il punto nodale attiene, credo, a tre questioni cruciali
1) la sovrapposizione dei target: se col tempo tutti saranno (più o meno) associati a tutto avrà ancora senso utilizzare un SN piuttosto che un altro per comunicare? O non sarà più funzionale aggregare in cerchie (o gruppi tanto per non fare preferenze) e differenziare i messaggi (e i linguaggi – concettualmente cosa impedisce di scrivere 140 caratteri con short link su FB o g+)?
2) la crescita del mobile: gestire dal mobile una panoplia di SN è più complesso che sul PC oltre che oneroso per batteria e processori
3) il benchmarking: i SN si studiano da vicino e replicano rapidamente i modelli ritenuti vincenti. E’ stato così per le cerchie/gruppi e le videochat e sta succedendo lo stesso tra Flickr e Pinterest. Facebook sta potenziando le funzionalità fotografiche con HD e full screen view. Uniformare le funzioni significa ridurre le distintività, appiattendo il panorama di scelta, ma anche agevolare gli utenti.
I segnali verso la convergenza mi sembra ci siano tutti. Resta da capire quanto tempo ci vorrà e, soprattutto, chi sarà l’Highlander dei Social Network
Grazie
Alessandro
È sempre interessante scambiare delle opinioni con te, Alessandro! E, con l’occasione, ti auguro un buon inizio di settimana!
Ci aggiorniamo!
- Daniele -
Ottimo post, come sempre!
Beh, trovo molto interessante, come spunto di riflessione, la convergenza dei social network.
In effetti, se ci si pensa, è un po’ come dare “una botta al cerchio, ed una alla botte”. Insomma, un venirsi incontro tra la necessaria riduzione della complessità, da una parte, e la voglia di essere presenti in ogni social network site, dall’altra.
Detto onestamente, tutto ciò non è che mi piaccia molto. Il buon Marshall McLuhan, come tutti sappiamo, diceva che “il medium è il messaggio”. Non è sbagliato: un messaggio scritto su Twitter è profondamente diverso da uno scritto su Facebook, anche a parità di contenuto. Tanto differente e caratteristico, da diventare addirittura caratterizzante per il medium stesso (i “famosi” 140 caratteri, nella fattispecie). Estrapolare un messaggio dal medium per il quale è nato, e piazzarlo in un nuovo contesto, spesso profondamente differente, fa sì che si perda una buona parte del messaggio stesso!
Lancio un paragone un po’ provocatorio: se i pubblicitari elaborassero una campagna cartacea, con elaborazioni grafiche identiche sia per quotidiani, sia per billboard esterni, sia per periodici, e così via, senza cambiare nemmeno “una virgola”, tale pubblicità sarebbe davvero ottimale ed idonea al raggiungimento del suo scopo?!?
Ecco, è così che vedo la convergenza dei social network sites, a grandi linee…!
Un saluto, e buon inizio di settimana!
- Daniele -